Perché fare il Business Plan di una Startup?

Prima di iniziare a sviluppare un’idea per la tua Startup devi fare una giusta Analisi che ti permette di capire quali sono i passi e in che modo compierli per arrivare diritto al tuo obiettivo. L’analisi è la parte fondamentale di ogni business e come tale non è assolutamente possibile farne a meno.

Se decidi di sviluppare un progetto di Startup non puoi non sapere come analizzare il tuo progetto.
Devi quindi imparare a leggere e redigere un Business Plan.

Questo è uno dei motivi principali per cui molti degli aspiranti Startupper restano letteralmente “immobilizzati”.
La mancanza di operatività nella loro Execution (leggi l’articolo) è data proprio dal fatto che molti Startupper credono di poter sviluppare una loro idea senza avere un piano dettagliato.

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Che cos’è?

Il Business Plan è lo strumento che ti permette di sbagliare il meno possibile seguendo un piano d’azione ben preciso.

Questo strumento formidabile, va a colmare il gap di conoscenze e focus per tutti coloro che vogliono sviluppare un’idea Startup.

Esso rappresenta la bussola che ti permetterà di raggiungere il tuo obiettivo evitando di percorrere strade sbagliate nel tuo tragitto.

Come si fa un Business Plan?

Come in tutti gli studi, anche il Business Plan è composta da una parte descrittiva, una parte di analisi e una parte dimostrativa. La parte iniziale di un Business Plan, quella descrittiva, comprende la descrizione dell’asset societario della Startup, ovvero il nome, i dati e le figure chiave che sono presenti all’interno della startup.

Quest’ultimi in particolare vanno a costituire la Corporate Governance con una descrizione un po’ più dettagliata dei ruoli che svolgono all’interno della startup.
Solitamente questa prima parte è accompagnata da un immagine grafica, quale il logo o la grafica istituzionale del progetto di Startup.
Un seconda parte è composta invece dall’analisi di tutti gli Elementi Quantitativi.
In questa sezione sono presenti tutti quei dati sul progetto che possono essere espressi tramite dei numeri.

Un esempio di elemento quantitativo per una Startup digitale può essere il numero di utenti iscritti ad un sito o ancora il numero di utenti che ha scarico un app.
Inserisci quindi tutto ciò che ha un valore che può essere espresso in numeri come ad esempio il costo per lo sviluppo sostenuto del progetto (se già sviluppato in beta per esempio) e il suo valore acquisito nel tempo.

“One Sentence Pitch”

La frase ad effetto (o “One Sentence Pitch”) introduce invece la parte qualitativa del progetto così suddivisa nella “Sintesi”:

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I )  Problema

II)  Soluzione

III) Progetto

Nel primo punto descriveremo il problema che la nostra Startup risolve.
Logicamente si passerà alla soluzione che noi abbiamo trovato per poi passare a una breve ma chiara descrizione del nostro progetto.
La nostra Analisi Qualitativa continua raggruppando quelli che sono i Competitor della nostra Startup.
Seguendo il flusso di informazioni si arriva quindi alla descrizione del tuo cliente in target con le relative caratteristiche quali: sesso, età, posizione geografica ecc.. Andremo così a definire il mercato di riferimento.

Il Mercato di Riferimento

In questa sezione devi essere molto specifico e dettagliato in modo da individuare e far individuare con precisione la fetta di mercato che vuoi aggredire con il tuo progetto.

Esempio: inserire un descrizione del tipo ” Il mio mercato di riferimento è il web italiano” è sbagliato poiché risultiamo poco specifici. In particolare la dicitura “mercato web italiano” risulta essere troppo vaga e rischiamo di non capire chi realmente è disposto a comprare il nostro prodotto o servizio.

Plus: qui devi descrivere perché i nostri clienti/utenti dovrebbero scegliere noi piuttosto che altri.

Mostra il tuo punto forte in modo da convincere il lettore del tuo Business Plan.

Che cos’è l’analisi “Swot”?

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La tua analisi continua con lo Swot (Strenghts, Weaknesses, Opportunities, Threats )

Punti di forza: descrivi qui i punti di forza della tua Startup.

Punti di debolezza: sii sincero ,gli investitori apprezzeranno il tuo grado di maturità nel riconoscere i punti di debolezza del progetto.

Opportunità: individua e spiega con cura come il tuo progetto può espandersi nel corso del tempo in particolare come poter internazionalizzare il progetto anche tramite delle partnership strategiche.

Rischi: qui sono descrivi i rischi cui la startup va incontro. Un esempio può essere la possibilità di avere un competitor con maggiori disponibilità economiche che possa copiare la nostra idea .
Nella fase finale trovi la stima approssimativa dei costi che ti permetterà di individuare quanto sia l’investimento di cui hai bisogno per avviare la tua Startup.
Sii il più esplicito possibile e non cercare di chiedere meno di quello di cui hai realmente bisogno, questo potrebbe essere un rischio molto alto sia per te che per l’investitore.

Il conto economico previsionale

Il Business Plan si conclude con il Conto economico previsionale che risulta essere il core del tuo progetto.

Qui saranno i numeri a farvi da padrone poiché tramite essi puoi dimostrare a te stesso e agli investitori quali sono le tue previsioni dei costi e dei ricavi della Startup, dimostrando che il business che stai creando sta realmente in piedi.

Questo ovviamente è un brevissimo resoconto di quello che può essere un Business Plan per una Startup. Se sei interessato ad approfondire ti consiglio di scaricare l’eBook con la guida dettagliata passo dopo passo per redigere il tuo business Plan da zero a questo link.

Punti Chiave:

1) Analisi: non sbagliarla mai!
2) Descrivi: mostra la tua startup con i dati alla mano.
3) Sincerità: individua esattamente rischi e opportunità.
4) Prevedi: fai parlare i numeri con l’idea!

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